La situazione della cosiddetta famiglia del bosco, la quale non mangerà più funghi per il resto della loro vita, ci riporta alla mente un magnifico film di Shyamalan, in cui una piccola comunità vive un villaggio remoto, in cui gli anziani hanno inventato la presenza di creature mostruose che li circondano onde impedire ai più giovani di tornare nella civiltà.
Ebbene, da come si sta sviluppando la surreale vicenda della famiglia Trevallion-Birmingham ha scoperto sulla propria pelle che da noi le creature mostruose esistono eccome, e spesso vanno in giro ben vestiti a bordo di auto di servizio: gli onnipotenti membri di una burocrazia ossessiva che ha oramai infestato ogni angolo della nostra comunità.
In questo caso trattasi di quella onnipotente burocrazia che si dedica al “bene supremo” dei minori a cui la legge ha sostanzialmente affidato pieni poteri.
Una burocrazia, come si sta drammaticamente dimostrando per i tre bambini strappati ai loro genitori, che sembra voler inserire questa famiglia in un percorso infernale prima di poter rilasciare loro il bollino per poter tornare a riabbracciarsi.
Da questo punto di vista sono rimasto letteralmente basito, e come me ritengo molti altri telespettatori, ascoltando le parole del sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, nel corso di Storie italiane, in onda su Rai1 nella mattinata di lunedì.
Alla preoccupazione espressa dalla conduttrice, Eleonora Daniela, la quale si chiedeva se l’abitazione provvisoria concesse in comodato alla stessa famiglia da generoso compaesano, così ha risposto il primo cittadino: “Se i bambini torneranno a casa in tempi brevissimi, presumo che non sarà solo per la questione dell’abitazione ad essere stata esaminata dal magistrato, ma anche in base ad altri aspetti, per cui servirà la disponibilità della famiglia a collaborare con i servizi sociali per dare attuazione a quella attività psico-socio-attitudinali dei bambini, con delle equipe presso strutture del Comune e continuare con gli esami sanitari e psico-attitudinali dei bambini per verificare il loro grado di socialità.”
Ora, il sindaco mi sembra veramente una brava persona, tuttavia il suo punto di vista, a mio avviso, riflette il marasma di un sistema malato che, nel caso dei minori, ogniqualvolta qualcuno cade sotto i suoi burocratici riflettori lo passa al setaccio anche sugli aspetti più intimi e privato dell’esistenza dei singoli. Già il fatto di sottoporre i figli di questi due incolpevoli genitori – la cui unica responsabilità, ribadisco, è quella di essersi stabiliti nel Paese afflitto da un sistema di giustizia pieno di evidenti storture – ad un percorso psico-socio-sanitario solo per il fatto di essere nati e cresciuti in un bosco, posto a pochi minuti da Palmoli, dovrebbe forse far riflettere i signori Trevellian-Birmingham, una volta usciti dal girone dantesco in cui sono finiti- se non sia il caso di tornare da dove sono venuti.
È comunque evidente, come ha sostenuto il sempre ottimo Antonio Marziale, che occorra profondamente modificare una normativa che offre ben poche scappatoie a tutti quei genitori, che a suo avviso sono tanti, che subiscono senza gravi motivo il pesante intervento della magistratura minorile.
Claudio Romiti
Fonte: https://www.nicolaporro.it/famiglia-nel-bosco-lincubo-infinito-la-casa-nuova-non-basta/