In merito alla tragica vicenda dei bambini nel bosco, allontanati dai genitori da quasi tre mesi, c’è una novità piuttosto rilevante. Da quanto riportato ampiamente dalla stampa nazionale, la Asl di Lanciano-Vasto- Chieti avrebbe trasmesso una relazione super partes di sette pagine, realizzata da un team di specialisti, con la quale si rivolgono al Tribunale dei minori dell’Aquila sostenendo la necessità di ricongiungere al più presto i tre minori con i loro genitori. In particolare nel testo viene sottolineato quanto sia “indispensabile favorire e ripristinare una consuetudine affettiva stabile, garantendo la continuità dei legami familiari quale elemento fondamentale per il superamento delle manifestazioni di disagio evidenziate nei minori”.
“Considerazioni che per la prima volta – come viene sottolineato in un articolo pubblicato su La Stampa -, nella controversa vicenda della famiglia del bosco, spingono anche la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Alessandra de Febis, a prendere posizione: «Dalla relazione emerge che l’interazione con i genitori risulta valida e come il papà e la mamma rappresentino per i bambini un importante riferimento emotivo. A questo punto – commenta ancora la Garante – l’auspicio è che le operazioni peritali in corso vengano concluse in tempi celeri e che la famiglia possa ricongiungersi il prima possibile»”.
Anche di queste ultime novità si è lungamente parlato nel corso di Storie italiane di mercoledì, condotto su Rai 1 da Eleonora Daniele, in cui è intervenuto per l’ennesima volta Antonio Marziale, 10 anni garante per i minori della regione Calabria, la cui battaglia affinché si cambi radicalmente la legge sugli allontanamenti, sulla cui evidente inadeguatezza – come ad esempio dimostrano alcuni casi spaventosi di cui si sta occupando da tempo anche Quarta Repubblica, su Rete4 – i vari presenti in studio ed in collegamento non è sembrato che avessero contezza. In questo, come penso sin dall’inizio di questa incredibile vicenda, che non rappresenta affatto un caso isolato purtroppo, il buon Marziale spesso finisce per sembrare un Sant’Antonio che predica nel deserto, soprattutto in relazione alla assurde argomentazioni che alcuni opinionisti della domenica portano a sostegno della correttezza di ciò che sta avvenendo a Palmoli. Tra queste l’idea, più volte ripetuta in questi talk show, secondo cui, sebbene i tre figli della coppia Trevallion–Birmingham fossero felici di vivere una realtà bucolica insieme ai genitori, il fatto che quest’ultimi non abbiano offerto loro una alternativa più adeguata ai tempi – magari a base di abiti griffati e dispositivi informatici su cui divertirsi – ciò rappresenterebbe un possibile danno per la loro esistenza futura.
Non so, forse sono oramai troppo vecchio per comprendere il mondo contemporaneo. Ma ai miei tempi si è sempre saputo che, almeno fino a quando si è molto piccoli, il destino dei figli segue in qualche modo quello di chi li ha messi al mondo, tranne quando il nostro fantastico sistema di tutela non si metta di traverso. Ed è esattamente ciò che sta capitando a questa disgraziata famiglia anglo-australiana.
Nel frattempo è giunta con un volo dall’Australia, Rachael Birmingham, sorella di Catherine e zia dei tre bambini. Si tratta di una psicologa con esperienza ventennale che, secondo alcune indiscrezioni di stampa, avrebbe intenzione di chiedere alle autorità italiane di poter portare i bimbi nel suo Paese per un periodo dai nonni. Personalmente, nel caso ne avesse realmente l’intenzione, le auguro con tutto il cuore di riuscirci.
Claudio Romiti
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