Agosto 8, 2022

Quando scoppia una guerra anche i bambini e gli adolescenti sono coinvolti, se non come combattenti, come vittime e testimoni.

Per i bambini, la guerra è un evento catastrofico, perché vengono separati da genitori chiamati a combattere o che muoiono, devono abbandonare le loro case e le loro scuole, l’ambiente d’intorno diventa nemico.

Il conflitto scatenato da Vladimir Putin in Ucraina porta noi, occidentali, a pensare più da vicino ai “bambini in guerra”, eppure tre milioni di creature non conoscono che la guerra da quando sono nati. Cifre, certamente da ritenersi “per difetto” riportano 93.236 minori uccisi o gravemente mutilati negli ultimi dieci anni, a causa di bombardamenti e mine antiuomo.

Il rapporto Killed and Maimed: A Generation of Violation Against Children In Conflict riporta che:

  • 426 milioni di bambini vivono in un’area colpita dal conflitto;
  • 160 milioni di bambini vivono in una zona ad alta intensità di conflitto;
  • più di 3 milioni di bambini sono cresciuti senza conoscere un attimo di pace, in un’area in cui la violenza infuriava da almeno 18 anni;
  • il numero dei minori reclutati dalle forze armate è aumentato dai 639 nel 2018 ai 7.845 nel 209;
  • più di 4.400 volte alle organizzazioni umanitarie è stato negato l’accesso ai bambini;
  • nell’ultimo decennio si sono verificate più di 200.000 gravemente violazioni nei confronti dei bambini.

Nei reportage televisivi o sul web, nei giorni scorsi, si sono visti bambini striscianti tra i reticolati per prepararsi alla guerra in Ucraina, schierati nelle trincee di difesa con i gomiti per terra nel fango. Il collega giornalista Roberto Puglisi, per LiveSicilia, scrive: “Da quelle parti sapevano che le minacce non erano solo minacce, che le parole si sarebbero trasformate in bombe. Li abbiamo visti, i bambini, imparare i dettagli più atroci possibili. Le macerie, la fame, il freddo, per mettere a punto una strategia di sopravvivenza. E li abbiamo visti, i bambini, a poco a poco, non essere più bambini, diventare grandi, per colpa della paura e adesso del dolore”.

“I bambini subiranno il peso maggiore di una significativa escalation dei combattimenti in Ucraina, con feriti e morti nello scenario peggiore. Negli ultimi giorni almeno 100.000 persone, tra cui circa 40.000 bambini, sono state costrette ad abbandonare le proprie case nell’Ucraina orientale, unendosi alle quasi 854.000 persone già sfollate in tutta l’Ucraina dall’inizio del conflitto nel 2014. In otto anni almeno 3.106 civili, di cui più di 150 bambini, sono stati uccisi e circa 7.000 feriti”: è quanto riportato da Save the Children.

di Antonio Marziale

Sociologo, giornalista, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori