L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha pubblicato una relazione dedicata alla tutela dei minorenni nel mondo della comunicazione, frutto del lavoro della Consulta nazionale istituita dal regolamento del 2012. Questo organismo permanente riunisce associazioni e organizzazioni impegnate nella promozione dei diritti di bambini e adolescenti, con l’obiettivo di favorire il confronto e la partecipazione della società civile alle attività dell’Autorità.
La Consulta si è insediata il 5 dicembre 2016 e, in quella sede, ha individuato tre ambiti prioritari di intervento: il disagio psicopatologico negli adolescenti, la continuità degli affetti nell’affido familiare e, appunto, la tutela dei minorenni nel sistema della comunicazione. Su questi temi si sono attivati specifici gruppi di lavoro, operativi per tutto il 2017, che hanno portato alla stesura di relazioni finali di approfondimento.
Il documento dedicato alla comunicazione si articola in tre sezioni principali: il rapporto tra informazione e minori, la comunicazione radiotelevisiva e il mondo del Web. Dopo una panoramica della normativa nazionale e internazionale e un’analisi delle principali criticità emerse anche da vicende di cronaca, l’attenzione si concentra sui rischi e sulle complessità legate ai media tradizionali e, soprattutto, all’ambiente digitale.
La pubblicazione è arricchita da contributi e materiali integrativi, tra cui provvedimenti dell’AgCom, riferimenti normativi, approfondimenti sulla tutela della privacy e dei dati personali, analisi del consenso digitale tra adulti e adolescenti e dati sui rischi online, con particolare riferimento al fenomeno della pedopornografia e alle attività di contrasto.
Il lavoro rappresenta il risultato di una collaborazione ampia tra istituzioni, esperti e realtà del terzo settore e si fonda sul principio del “fare rete”, con l’obiettivo di rendere sempre più concreta ed efficace la tutela dei diritti dei minori. Al centro resta il superiore interesse del bambino, nella prospettiva di garantire a tutti i più giovani una crescita sicura e libera da violenze, anche nell’attuale ecosistema della comunicazione.
