Il Codice di autoregolamentazione TV e minori costituisce il principale strumento pattizio volto a garantire un elevato livello di tutela della dignità e dello sviluppo psicofisico dei minori nell’ambito del sistema radiotelevisivo italiano. Sottoscritto originariamente nel 1997 e recepito nella sua versione definitiva il 29 novembre 2002, il Codice impegna le emittenti nazionali e locali al rispetto di rigorosi criteri di qualità e responsabilità editoriale. Il documento si fonda sul principio della “televisione per tutti”, imponendo il divieto assoluto di trasmettere contenuti che presentino scene di violenza gratuita, turpiloquio o modelli comportamentali lesivi dell’integrità dei più giovani. L’architettura del Codice individua nella fascia oraria compresa tra le 16:00 e le 19:00 il periodo di “protezione rafforzata”, durante il quale la programmazione deve essere specificamente orientata a un pubblico di minori, con un monitoraggio stringente anche sui messaggi pubblicitari, i quali non possono promuovere prodotti alcolici, servizi erotici o gioco d’azzardo. La vigilanza sull’osservanza di tali precetti è affidata all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), la quale, operando in sinergia con gli organi ministeriali competenti, detiene il potere sanzionatorio per le violazioni accertate. Nel mutato scenario digitale, l’efficacia del Codice si estende progressivamente verso l’integrazione di sistemi tecnologici di filtro e parental control, in linea con le recenti direttive europee, per assicurare una continuità di tutela tra la televisione lineare e le piattaforme di contenuti on-demand.
Il prof. Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, ha fatto parte della Commissione ministeriale preposta alla stesura del Codice.
