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Reggio Calabria, arrestato pedofilo recidivo. La reazione del Garante Antonio Marziale

Orrore a Reggio Calabria dove la Squadra Mobile ha tratto in arresto un 62enne, accusato di abusi sessuali su una bambina di 7 anni. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, hanno portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per l’uomo, in passato già condannato per reati similari.

Le indagini si sono sviluppate tramite osservazione, pedinamento e ricognizione dei luoghi abitualmente frequentati dall’indagato.

Fondamentale alla ricostruzione della vicenda è risultata essere l’audizione protetta della bambina, il cui racconto è stato riscontrato anche da ulteriori attività investigative disposte dalla magistratura.

Gli elementi acquisiti hanno permesso di ricostruire la drammatica vicenda di abusi. L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione, dopo le formalità di rito in Questura è stato condotto presso la Casa Circondariale di Arghillà a disposizione della competente autorità giudiziaria.

La reazione del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale

“Ringrazio i magistrati della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e la Squadra Mobile della Polizia di Stato per il lavoro che ha portato all’arresto di un pedofilo”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, in relazione al fermo del 62enne accusato di avere abusato della nipotina di 7 anni.
“La nota stonata – continua il Garante – è data dal fatto che il soggetto tratto in arresto è recidivo, ciò vuol dire che la leggi vigenti in materia sono da inasprire e ciò vuol dire anche che i legislatori devono conferire a questo fenomeno assoluta priorità perché i numeri sono sbalorditivi, infatti i dati più recenti dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – riferiscono di 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini, al di sotto dei 18 anni di età, vittime di episodi di violenza e sfruttamento sessuale”.
Per Marziale: “La pedofilia è il più turpe tra i crimini contro l’umanità debole e indifesa e come tale andrebbe riconosciuta legislativamente ad ogni livello, nazionale e transnazionale. Oltre alla detenzione certa! bisogna intervenire con cure appropriate, perché al cospetto di un disturbo psichiatrico della sfera sessuale, qual è la pedofilia, la sola galera non basta. Se a condanna passata in giudicato il reo rifiutasse le cure, allora si inasprisca la detenzione, senza perdonismi di sorta mascherati da attenuanti di vario genere. L’incolumitá dei bambini – conclude il Garante – viene prima di ogni altra cosa”