Profanata la tomba di Ciccio e Tore, i fratellini morti a Gravina di Puglia in circostanze ancora misteriose

Non c’è pace per Ciccio e Tore, i due fratellini di 11 e 13 anni scomparsi nel nulla nel giugno del 2006 e poi ritrovati morti, solo per un caso fortuito, all’interno del complesso “cento stanze” circa due anni dopo, il 25 febbraio del 2008, dopo assurde ricerche anche all’estero. I piccolini erano, invece, nel cuore del paese.

La vicenda rappresenta una ferita sempre aperta per Gravina di Puglia e per i genitori, che non si sono mai dati pace, anche perché a distanza di cosi tanti anni non si sa affatto cosa quella sera sia accaduto.

Giorni addietro ignoti hanno forzato l’entrata della cappella nel cimitero dove sono sepolti i due fratellini e hanno scardinato le lastre di vetro che rivestono le due tombe. Ne ha dato notizia il sindaco Alessio Valente, avvertito dell’episodio da Filippo Pappalardi, padre dei bambini: “Con voce rotta dalla sofferenza – ha raccontato il sindaco – il padre dei due fanciulli mi ha contattato riportandomi l’episodio, fiducioso che le istituzioni, anche attraverso il sindaco, e naturalmente attraverso le forze dell’ordine e la magistratura, possano aiutare a far luce su quanto accaduto, sui motivi di tanto odio vigliacco“.

Perchè? “Un gesto del genere, che è come sale su una ferita mai rimarginata, è un’offesa non solo ad una famiglia che piange i suoi bambini, ma ad una città intera, che forse con quella triste vicenda non ha ancora fatto del tutto i conti“: ha riferito ancora il primo cittadino nell’esprimere la propria solidarietà e vicinanza ai genitori di Ciccio e Tore.

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