Marziale: “Sospendere il Grande Fratello, anacronistico rispetto al sentire sociale dei minori e delle famiglie”

“Nel momento storico in cui le case sono popolate da persone forzatamente impedite a lavorare e da bambini e adolescenti costretti a rinunciare alla libertà, alla socializzazione ed alla scuola, con incalcolabili ricadute psicologiche, la televisione continua a propinare la casa del Grande Fratello, con gente che guadagna rappresentando amenità, scurrilità, tensioni e litigi. Trovo tutto ciò anacronistico e indifferente ai bisogni della società”: è quanto afferma il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori.

“Non è la prima volta che a Mediaset si va in controtendenza rispetto al sentire sociale – ricorda Marziale – perché anni fa, quando il Governo promuoveva su tutte le emittenti pubbliche e private una campagna per contenere le stragi stradali del sabato sera, provocate dal consumo di droga ed alcol nelle discoteche, il Grande Fratello pensò bene di somministrare ai partecipanti dell’insulso reality show casse di birra, evidentemente allo scopo di alterare l’equilibrio e provocare dinamiche utili soltanto all’audience”.

Per il presidente dell’Osservatorio: “Sospendere il reality equivarrebbe ad un gesto di sensibilità verso le famiglie. Non è ravvisabile, in questo caso, alcuna trasgressione rispetto al Codice Tv e Minori vigente, ma soltanto una mancanza di considerazione anche verso gli ormai famosi Dpcm attraverso i quali il premier Giuseppe Conte chiede sacrifici a chiunque, fino a scomodare Fedez e Chiara Ferragni per convincere i giovanissimi al rispetto delle regole. Magari, lo stesso Conte potrebbe chiedere al proprio portavoce Rocco Casalino, che molto deve al Grande Fratello, di intervenire per sensibilizzare Mediaset al contesto sociale corrente ed ai gesti di solidarietà richiesti dal Governo a tutti gli italiani”.