Mancata erogazione farmaco salvavita a bimbo. Il dg dell’Asp di Reggio Calabria al Garante: “Non si capisce perchè il provveditorato ha sospeso l’acquisto”

“Il direttore generale dell’ASP di Reggio Calabria, Giacomino Brancati, ha risposto ad una segnalazione del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, in merito alla difficoltà per un minorenne di reperire un farmaco salvavita”: è quanto dichiara il Garante stesso, che aggiunge: “E lo fa indirizzando una lettera al direttore ad interim del Provveditorato economato gestione logistica, Angela Minniti, e per conoscenza ai direttori sanitario ed amministrativo”.

Nel testo indirizzato ad Angela Minniti si legge: “Non può innanzitutto non rilevarsi che il suo “discarico” di decisioni alla direzione generale appare inopportuno e non necessario, trattandosi tipicamente di attività di gestione, cui il dirigente preposto deve valutare e determinarsi rispetto ai compiti e funzioni proprie. Pertanto, appare pregiudizievole, ai fini di assicurare tempestività del processo di acquisto del bene richiesto, la sua decisione di sospendere la procedura d’acquisto. É di sua stretta competenza (e non di questa Direzione Generale) la determinazione della modalità di scelta del contraente relativa allo svolgimento della migliore procedura d’acquisto per l’Azienda. La invito a provvedere con celerità per quanto di competenza e si ribadisce l’urgenza, come in calce alla segnalazione del Garante per l’infanzia e l’Adolescenza”.

“La lettera del dg Brancati, che ringrazio per la solerzia e la puntualità – dichiara Marziale – ci aiuta a comprendere come anche procedure facili, volte a salvare la vita di un minorenne, sono appannaggio di una burocrazia tentacolare e lenta, che evidentemente sottovaluta il rischio mortale determinato da un ritardo della fornitura di un farmaco, del quale addirittura è stata bloccata la procedura d’acquisto. Si coglie la sensazione che tutto venga trattato come una “pratica”, quand’invece dietro ci sono vite dipendenti dall’agito altrui”.

Per Marziale: “Non si può parlare di cultura dei diritti dei minori laddove non esiste la consapevolezza che essa non sia soltanto appannaggio di un Garante, bensì di ciascun adulto, ordinariamente, quotidianamente. Quando mi sono insediato, il Consiglio Regionale ha provveduto ad assegnarmi personale, fino a quel giorno impegnato in pratiche politico-amministrative. Dissi ai miei nuovi collaboratori che in questo ufficio ogni pratica è una vita, che non può aspettare i nostri tempi, i nostri fine settimana, le nostre vacanze e mi dico pienamente soddisfatto di uno staff che non solo ha recepito, ma anche in pieno periodo di vacanza lavora per agevolare i bisogni dei bambini e degli adolescenti più sfortunati. Chi si rivolge al Garante lo fa perché altrove non riesce a trovare risposta, e quando la risposta è un farmaco che tiene in vita una creatura tutto diventa molto grave”.
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