Press "Enter" to skip to content

Licealità classica e nuovo umanesimo XXI secolo

di Maria Elisabetta Curtosi

Oggi purtroppo la scuola vive un momento particolarmente delicato. Infatti le ultime statistiche dell’Istat sul livello culturale del paese spiegano in maniera incontrovertibile quali sono alcuni veri problemi degli italiani.

Secondo questi dati (l’Italia è in fondo alla classifica dei ventisette Paesi europei per scolarizzazione, rendimento scolastico, investimenti nella pubblica istruzione, consumi culturali delle famiglie, conoscenza delle lingue straniere, ma anche della lingua italiana). Siamo primi per abbandono scolastico, ore trascorse davanti alla televisione e acquisti di telefonini (Calabria in testa). Altre ricerche provano che il 60% degli italiani non è in grado di leggere e capire un articolo breve ( Calabria in testa) e che gli insegnanti italiani vogliono cambiare mestiere, sognano di scappare dalla scuola. A rivelarlo è una ricerca di pochi mesi fa condotta dall’Osservatorio sui diritti dei minori. La responsabilità è soprattutto della politica . ” Una sintomatologia preoccupante – dichiarava tempo addietro Antonio Marziale- presidente dell’Osservatorio, perché la scuola dà segni di stanchezza in una epoca che vede una ascesa senza precedenti della devianza minorile e ciò è grave. L’istituzione scolastica più della famiglia dovrebbe fungere da riformatore di una coscienza psicosociale equilibrata e sana e invece tocca fare i conti con insegnanti con la testa altrove”.

Questi dati certificano che il sistema scolastico italiano è fallimentare. Vogliamo discutere di chi sia la colpa, se dei pessimi ministri, degli insegnanti o degli studenti, della famiglia, dei sindacati, dei comuni, dei dirigenti scolastici? Noi siamo controcorrente. Cerchiamo di spiegare perché. Quello di cui non ha bisogno sono le parole, parole, le tante parole; intanto il bullismo nella scuola spadroneggia ed il vuoto di potere è oramai una voragine.

Le cronache quotidiane sono vere e amare.
Si è voluta una scuola c.d. ” progressista”, avanzata, aperta tanto da fargli perdere i veri connotati: il sostantivo sacrificato agli aggettivi. Occorrono invece selezione, indirizzo, valutazioni serie, meritocrazia. Il tema che apre l’inaugurazione dell’anno scolastico, mi da la possibilità di poter portare qualcosa di personale, di vissuto prima sui banchi di questo antico liceo e poi alla “Sapienza” di Roma che è stato determinante: ossia in concreto il valore formativo dello studio delle lettere classiche. Con ciò non si vuole trattare solo l’aspetto informativo e culturale ma soprattutto quello formativo e innovativo: CLASSICI SI MA ANCHE INNOVATIVI. Il potenziamento della mia personalità, infatti, si è costruito attraverso lo studio, in particolare il latino,il greco, la letteratura ecc… Insistiamo su queste cose, perché solo così la Calabria può migliorare. 

Ripartendo dai saperi.E qui l’importanza degli studi classici che sviluppano nello studente l’ambito della riflessioneè lo sviluppo del raziocinio, della capacità logica e dialogica nel senso che si procura con lo studio del latino e del greco come acquisizione di notizie tecniche e particolari ed ancora come assimilazione di concetti e di idee e come coordinamento e comparazione di esse.
Impariamo a nostre spese.
Infatti nell’interpretare i testi classici possiamo trarre un importante beneficio: la precisione e l’importanza del fatto che nulla si deve trascurare. Ecco, per finire questo mio breve intervento penso che gli studi classici danno un beneficio totale nel senso di una formazione di una mentalità speciale che chiamiamo per brevità “classica”.

Fonte: https://st.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-10-25/licealita-classica-nuovo-umanesimo-114657_PRN.shtml