Indegna campagna elettorale anche su bambini tragicamente morti

E’ del tutto naturale che il dolore si amplifichi quando in una qualsiasi tragedia ci sono bambini implicati. Tre sono morti nel crollo del Ponte Morandi a Genova. Eppure, nemmeno al cospetto di queste vittime il sistema politico italiano ha dimostrato di essere dotato di almeno un grammo di dignità, tutt’altro. Il teatrino di accuse è iniziato subito, la gara a chi dichiara per primo e a chi la spara più grossa ha mantenuto tutte le connotazioni, le sbavature, del contemporaneo deterioramento di una classe dirigenziale, che a 360° fatica a differenziarsi. Tutti uguali, come usciti da uno stampino industriale.

Il crollo è frutto di una trascuratezza che appartiene ai governi succedutisi negli ultimi decenni. Che gioco è quello del tirarsi indietro puntando l’indice dell’accusa gli uni contro gli altri? E i governanti contemporanei di che parlano? Vengono sepolte le posizioni di quel “grillismo” che sposava la tesi della «favoletta del crollo del Ponte Morandi», che si batteva contro il progetto della nuova autostrada e che ora si trova costretto a sfumare le proprie posizioni, fino quasi a rinnegarle. E la Lega, di un Salvini che c’era, non è stata forse per decenni al governo del Paese?

Fermate questa assurda, continua, indegna campagna elettorale. Ai bambini morti, insieme a decine di adulti, non mandate fiori, offrite un rispettoso e religioso silenzio.

Antonio Marziale 

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