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Gioia Tauro, quei ragazzi che crescono fra i rifiuti

Nel Meridione uno su quattro è senza soldi per i pasti

di Giacomo Galeazzi

Più che Ombudsman, i garanti per l’Infanzia sono un avamposto nelle situazioni di emergenza. Soprattutto nel centro-sud devono misurarsi ogni giorno con le situazioni più drammatiche. «Al Parco Verde di Caivano allestiamo un centro polifunzionale in una periferia priva di tutto», racconta Cesare Romano che con un budget di 30mila euro deve occuparsi dei primati negativi della Campania: baby gang, gioco d’azzardo minorile, obesità infantile,evasione scolastica.

«Ci siamo accorti che gli insegnanti hanno paura di segnalare ai servizi sociali le situazioni a rischio e così abbiamo creato un sistema di segnalazioni riservate al garante», spiega Romano che dall’indagine sugli incesti ha scoperto 200 casi all’anno («ma sono 4 volte di più»). Tra il rione Madonnelle di Acerra e le piazze di spaccio di Scampia e Chiaiano, a cercare di sottrarre i minori al disagio si rischia la vita. «Nel Mezzogiorno, mezzo milione di minorenni vive sotto la soglia di povertà: uno su quattro non ha soldi sufficienti per alimentarsi e vestirsi in maniera adeguata- osserva Romano-.Il dilagare del cibo spazzatura a bassissimo costo è un’allerta sanitaria». Lo sa bene anche Antonio Marziale, garante della Calabria.

I vigili urbani gli riferiscono i dati sui bambini che non vanno a scuola. «Siamo la regione più malconcia: zero infrastrutture e sanità al collasso, qui già nascere è un problema, gli ospedali sono pochi e difficili da raggiungere», precisa. «Soffriamo una carenza spaventosa di assistenti sociali nei comuni e nella giustizia minorile e la metà dei fondi a nostra disposizione li spendiamo per formare medici e infermieri», aggiunge. Battaglie quotidiane come il reparto di terapia intensiva pediatrica da aprire a Cosenza o l’assicurazione del pulmino scolastico per i bambini del «ghetto più indecente d’Italia». Nel quartiere Ciambra di Gioia Tauro «170 minorenni abitano tra tonnellate di rifiuti in case a rischio crollo, senza scarico fognario e illuminazione pubblica. In comuni commissariati per mafia, chi denuncia il disagio minorile subisce la lettera scarlatta del «ladro di bambini». Il sommerso è colossale. Allontanare un bimbo da una «famiglia disfunzionale» e darlo in affido espone all’accusa di «sequestro di Stato» e spesso a ritorsioni violente.

In Basilica Vincenzo Giuliano monitora una popolazione di 92mila minori. In ballo ci sono questioni delicate come il rapporto tra capienza e iscritti negli asili nido, i costi delle rette per le famiglie. Da qui una rete di progetti per il contrasto della povertà educativa minorile: 3 milioni e mezzi di bandi per l’infanzia e l’adolescenza nel 2016. Nel suo ufficio alla Regione Lazio il garante Jacopo Marzetti incontra senza sosta famiglie in difficoltà. «Abbiamo una settantina di casi in cui i genitori separati usano i figli come un arma- evidenzia-.Abbiamo avviato un’indagine per sapere quante sono le case famiglia ». Nelle Marche sono in corso iniziative contro il cyberbullismo e in Umbria è stato istituito (con enti locali, psicologi, assistenti sociali) un Osservatorio sull’affido per scongiurare «dicotomie disastrose», dice la garante Maria Pia Serlupini.

Fonte: https://www.lastampa.it/cronaca/2017/06/06/news/gioia-tauro-quei-ragazzi-che-crescono-fra-i-rifiuti-1.34608184