Fancazzismo burocratico, nemico mortale dei diritti dei minori

Sovente è con i politici che ci si scaglia, qualora un diritto dei minori non viene riconosciuto. Spesso si ha ragione, altre volte, il più delle volte, si scopre che la responsabilità è “anche” politica, ma soprattutto della “burocrazia di mezzo”, che per svariati motivi omette di adempiere al proprio dovere.

In pochi giorni sono stato costretto a denunciare che in due Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) della Regione, Reggio Calabria e Catanzaro, non sono stati somministrati a due bambini le dovute forniture: medicina salvavita nel primo caso, alimenti speciali per nutrizione artificiale nel secondo caso. Il dg dell’Asp reggina, Giacomino Brancati, mi ha notificato una lettera con la quale, senza mezzi termini, imputa al provveditorato la responsabilità di avere inspiegabilmente sospeso l’acquisto del farmaco salvavita. Da Catanzaro ancora nessuna risposta.

Rendiamoci conto del fatto che non si tratta di due “pratiche”, bensì di due vite a rischio per colpa della burocrazia.

Ci si chiederà “perché?” questa falla e si fa presto a rispondere. I motivi possono essere molteplici e vanno dalla negligenza all’ignoranza delle leggi, dalla spending review (contenimento della spesa) all’inidoneità al ruolo che si occupa. Di certo, in casi del genere manca il buonsenso, che diventa “omicida” in quanto senza la somministrazione di quei prodotti i bambini possono morire. Non posso concludere senza considerare un’altra, possibile, causa del disservizio, ossia il “fancazzismo” diffuso.

Antonio Marziale

Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria

Presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori

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