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Didattica a distanza? Solo per emergenza.

di Antonio Marziale

Il Covid19 ha costretto la scuola a ricorrere, in piena emergenza, alla didattica a distanza, con problemi organizzativi e tecnologici di non poco conto.

L’Italia ha dimostrato parecchie lacune in termini di digital divide, ossia il divario che c’è tra chi ha accesso adeguato a Internet e chi non ce l’ha, con ricadute sul piano dell’esclusione dai vantaggi della società digitale per i più poveri.

Ma, è l’aspetto emotivo ad averne risentito, sia tra gli studenti che tra i docenti. Ritengo inutile il dibattito che si è aperto sul futuro della scuola. Per molti, Internet potrebbe rappresentare l’orizzonte dell’istruzione onde favorire il risparmio strutturale, sull’onda della spending review. Non aderisco in alcun modo a questa prospettiva, perché oltre all’insegnamento la scuola ha il compito di socializzare i soggetti in divenire, non robotizzare. Uno sguardo, una carezza, un gesto insegnano più di cento libri messi insieme.