Convenzione Infanzia Onu deficitaria. Italia tra Paesi con la soglia del consenso sessuale più bassa.

La Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza non è la Sacra Bibbia, anzi sin dal primo articolo zoppica: “Ai sensi della presente Convenzione si intende per fanciullo ogni essere umano avente un’età inferiore a diciott’anni, salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile“. Che vuol dire “salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile”? É la legge a conferire maturità?

Un studio condotto da Susan Sawyer, direttrice del Centro per la Salute degli Adolescenti presso il Royal Children’s Hospital di Melbourne, pubblicato dalla rivista Lancet Child & Adolescent Health, sostiene che l’adolescenza si è dilatata, iniziando a 10 anni e finendo a 24 anni, al momento cioè dell’ingresso nella vita adulta. Si è adolescenti più a lungo, soprattutto nei Paesi sviluppati. Nei Paesi più ricchi, infatti, le bambine oggi si sviluppano già a 10 anni, quindi diventano adolescenti prima di quanto accadeva un tempo. Inoltre, sempre nei Paesi sviluppati, i ragazzi diventano adulti quando finiscono di studiare, terminata l’università o dopo un periodo di studio e apprendistato, ed entrano ufficialmente nel mondo del lavoro, intorno ai 24 anni.

Lo spaccato giurisprudenziale, messo a confronto con la scienza psico-medica, è in evidente contraddizione.

Ma, come viene disciplinata la materia del consenso sessuale nel mondo? A partire da quale età non è reato avere dei rapporti sessuali con un soggetto minorenne?

Se nell’immaginario collettivo l’Italia è vista come un Paese morigerato e bigotto in tema di sesso, l’analisi comparata con gli altri Paesi europei riserva qualche sorpresa: la legge italiana fissa, infatti, l’età del consenso in 14 anni, annoverando così il Paese tra gli Stati vergognosamente con il limite più basso, insieme a Germania, Portogallo e Austria. Pari a 15 anni il limite fissato in Paesi quali la Svezia, la Francia e la Danimarca, considerati tendenzialmente “più sfrontati” sul tema in questione. Sale, invece, a 16 anni il limite per l’età del consenso in Finlandia ma anche in Gran Bretagna, Belgio e Olanda.

E’ fissato a 17 anni il raggiungimento dell’età del consenso in Irlanda e a Cipro, mentre Malta è l’unica in Europa a far coincidere meritoriamente il limite con il raggiungimento della maggiore età.

L’età del consenso più bassa in assoluto è prevista in Nigeria, dove il limite è fissato a 11 anni, mentre nelle Filippine e in Angola l’età del consenso si raggiunge a 12 anni.

In Giappone il limite è fissato a 13 anni, ma qualora si consumi un rapporto sessuale con persone di età inferiore è prevista la pena dell’ergastolo.

I 16 anni rappresentano, come accennato, la media mondiale e costituiscono il limite fissato dalla normativa in vigore negli Stati Uniti, in Svizzera e in circa altri 50 Paesi.

Esistono, poi, Stati in cui neanche avere 18 anni è sufficiente ad escludere la configurazione del reato da parte del maggiorenne coinvolto: in Corea del Sud, per esempio, l’età del consenso è di 20 anni mentre il Bahrain detiene il limite più alto del mondo, pari a 21 anni. 

La posizione dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori è chiara: “Ai sensi della presente Convenzione si intende per fanciullo ogni essere umano avente un’età inferiore a diciott’anni”. L’Onu, se davvero intende tutelare l’infanzia e l’adolescenza tolga dall’articolo 1 quel deprecabile: “salvo se abbia raggiunto prima la maturità in virtù della legislazione applicabile”

Antonio Marziale

Sociologo, giornalista, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori

Author: Redazione