Bergoglio, vorrei crederle, ma non posso…

Come ogni Capo di Stato, anche il Papa gode di uno staff diplomatico che organizza i temi delle visite all’estero. Ovviamente, nei temi da trattare si conferisce priorità alle emergenze della nazione ospite. In Irlanda, per lo Stato-Chiesa, l’emergenza è la pedofilia tra il clero. Nei giorni immediatamente precedenti al viaggio, si comincia a far dire al Capo cose che ci si aspetta che egli dica ed allora via ai titoloni dei giornali, dei telegiornali, dei radiogiornali, ecc.

Dobbiamo vergognarci… chiediamo scusa alle vittime…“: un ritornello che conosciamo benissimo e che ci sentiamo di condividere.

Ma: “Condannato dalla Cassazione, ma assolto dalla Chiesa. Secondo il Tribunale regionale ecclesiastico don Luciano Massaferro «deve essere completamente riabilitato in quanto non consta che egli abbia commesso i delitti a lui ascritti» e che pertanto debbano cessare le pene cautelative imposte dal vescovo di Albenga-Imperia. È quanto riporta la sentenza del Tribunale regionale ecclesiastico dopo quattro anni di processo penale canonico“.

Per meglio comprendere: per la giustizia ordinaria è colpevole di pedofilia nei confronti di una chierichetta di dodici anni e condannato a 7 anni e 8 mesi, pena passata in giudicato e ridotta a sei anni. Episodi avvenuti nel 2009 ad Alassio. Ma per la giustizia della Chiesa, invece, don Luciano «deve essere completamente riabilitato in quanto non consta che egli abbia commesso i delitti a lui ascritti».

In Vaticano la giustizia acclarata dei Paesi esteri non conta, dunque perché il Pontefice continua a dirsi disponibile a collaborare con essi?

“Bergoglio, vorrei crederle, ma non posso…”.

Antonio Marziale

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