Rovigo, professoressa colpita con pistola ad aria compressa denuncia tutta la classe. Marziale: “Basta parlare solo di prevenzione, necessaria repressione per educare”.

12 GEN 2023 – “Da decenni, ormai, si parla di emergenza educativa e contemporaneamente di prevenzione, ma nessuno osa più anche solo immaginare gli effetti di una sana repressione”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in merito alla professoressa di Rovigo a cui spararono in classe con una pistola ad aria compressa, che in queste ore ha deciso di denunciare tutta la classe.

Per Marziale: “Quelli che un tempo avevano il sapore di scherzi, comunque perseguito dalle autorità scolastiche, hanno assunto le dimensioni di lesioni gravissime alla dignità della persona, dunque reati, che bene fanno i destinatari a denunciare, soprattutto quando colpiti anche fisicamente. La misura della tolleranza è colma, si fa un gran parlare di scuola e la si lascia al proprio destino al cospetto di azioni che ne annientano l’autorevolezza necessaria per educare, anzi mi dico certissimo che se la scuola denuncia viene sommersa da mugugni”.

“Sono ragazzi, soggetti in età evolutiva e per questo non incapaci di intendere e di volere – incalza il sociologo – pertanto ingiustificati. Basta con lo sciorinare pappardelle teoriche sulla incidenza dei modelli o non so che altro per tentare di scagionare i responsabili da qualsivoglia responsabilità.  Basta con il politically correct che ci ha portati a sopportare ogni sorta di angheria. Occorre schierarsi dalla parte della scuola, senza se e senza ma, supportarla affiancando i docenti nell’azione educativa, con altrettanta autorevolezza da parte dei genitori, nella consapevolezza che il gioco di squadra tra le parti è l’unica soluzione per affrancare il “bullo” dal limite di smarcarsi dalla propria immaturità”.