Lotta alla pedofilia / Il partito dei pedofili

Ci piacerebbe iniziare dicendo che il titolo è uno scherzo, anche se di pessimo gusto, ma così non è. Infatti, nel 2001 il presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, ha annunciato la volontà di pedofili organizzati di formare un partito politico per normalizzare e legalizzare la pedofilia. In pochi credettero alla denuncia del dott. Antonio Marziale, salvo il quotidiano della Lega Nord, La Padania, che ebbe – unica testata al mondo – il coraggio di pubblicare l’intervista sotto linkata:

Fermate il partito degli orchi

“Dovetti subire gli scherni di quanti mi hanno dato dell’allarmista – spiega Marziale – e di coloro i quali, evidentemente sottovalutando il fenomeno, immaginavano una “strategia dello spauracchio” protesa chissà a quali fini”.

Non passò molto e il mondo dovette ricredersi:

Olanda, i pedofili fanno un partito

Lui è un pensionato della periferia di Amsterdam, 62 anni, che già nel 1982 aveva creato la prima associazione pedofili dell’ Olanda. Lui si chiama Ad van den Berg e dice che allora – negli anni Ottanta – di pedofilia si poteva parlare serenamente, «la società era più aperta» mentre adesso è tabù. Sesso libero tra bambini e adulti. Questo vuole Van den Berg che oggi fonderà il primo partito dichiaratamente pedofilo del paese, forse del mondo. Il nome della formazione, “Carità, Libertà e Diversità”, non lascia intuire gli squallidi propositi: riduzione a 12 anni dell’ età minima per avere rapporti sessuali, legalizzazione della pornografia e della prostituzione infantile. Persino per la liberalissima Olanda è stato uno shock. La notizia è comparsa ieri in prima pagina del popolare Algemeen Dagblad con la foto di Van den Berg insieme ad altri membri del neopartito, due olandesi di 34 e 28 anni. «Proibire rende i bambini ancora più curiosi» è la premessa. Con la sua associazione pro-pedofili “Martijn”, aveva già fatto scalpore invitando pedagoghi e politici a discutere sul tema. «Ma la nostra immagine è stata infangata dal pluriomicida belga Marc Dutroux» continua Van den Berg alludendo al mostro di Marcinelle. «Ci hanno zittiti. Il solo modo di farci sentire è attraverso il Parlamento». La nuova formazione sarà registrata stamane all’ Aja. Il programma pubblicato sul sito è un catalogo di stranezze e oscenità. Soppressione della funzione del primo ministro, legalizzazione di tutte le droghe, libertà di circolare nudi, sì al sesso con gli animali e ai film porno in tv durante il giorno, educazione sessuale alle scuole elementari, viaggi in treno gratis. Il partito ha quattro membri iscritti. «Ma siamo più di quanto possiate immaginare» minaccia il fondatore. Nel paese dove quasi tutto è permesso – droghe leggere, prostituzione, matrimoni gay, eutanasia – il rispetto per l’ infanzia non è in discussione. «E’ giusto che ci sia un tabù. La pedofilia e la pornografia infantile rimarranno vietate dalla Costituzione» ha commentato un deputato cristiano-democratico. Secondo un sondaggio, l’ 82% dei cittadini vorrebbe che la nuova formazione politica fosse dichiarata illegale ma sarà difficile: in Olanda non è infatti prevista l’ apologia di reato. La notizia ha fatto tremare anche le associazioni italiane che si occupano di diritti dei bambini. «Bisogna contrastare in ogni modo questa formazione politica» avverte don Fortunato di Noto, presidente di Meter. «Se le istituzioni europee non dicono qualcosa all’ Olanda allora l’ Italia dovrebbe uscire dall’ Ue» chiede Antonio Marziale, presidente dell’ Osservatorio sui Diritti dei Minori. L’ intervista a Van den Berg ha provocato una valanga di email e telefonate al Algemeen Dagblad. «I lettori ci hanno criticato» ammette il giornalista Tonny van der Mee. «Si tratta però del sacrosanto principio di opinione. Queste persone non hanno commesso alcun reato» aggiunge il redattore. Per controbilanciare i propositi del leader pedofilo il quotidiano pubblicherà oggi la testimonianza di un bambino violentato a 9 anni.

Anais Ginori (La Repubblica)

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/31/olanda-pedofili-fanno-un-partito.html

Ma, il mondo, come ha reagito alla turpe iniziativa? Intanto diciamo che la magistratura olandese ha decretato il “partito dei pedofili” “legittimo per non ledere la libertà di espressione“. Il Tribunale dell’Aja  ha motivato la propria decisione di ammettere alle elezioni il Nvd anche per non ledere il diritto alla libertà di espressione. Ma come viene garantita quella di bambini e bambine? Ciò che è avvenuto è particolarmente inquietante perché viola i principi normativi contenuti in convenzioni, protocolli e dichiarazioni sui diritti dell’infanzia e contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale di bambini e bambine, che sono stati sottoscritti e ratificati anche dall’Olanda, in primis tra tutti la “Convenzione Onu dei sui diritti del Fanciullo”. In questo atto, promulgato a New York nel 1989, gli Stati si impegnano ad adottare misure legislative, amministrative, sociali ed educative per tutelare i soggetti minorenni contro ogni forma di violenza, di oltraggio o di brutalità fisiche, compresa la violenza sessuale (art.19), e ad assumere a livello nazionale, bilaterale e multilaterale ogni iniziativa utile a impedire che i bambini siano incitati o costretti a dedicarsi a una attività sessuale illegale, sfruttati a fini di prostituzione, di altre pratiche sessuali illegali o della produzione di spettacoli o di materiale a carattere pornografico (art.34). Eppure, nonostante ciò, il “partito dei pedofili” è legittimo!

E l’Onu? E l’Unione Europea?

Non pervenute…