Da Regione Lombardia il primo codice di autoregolamentazione “Per i Giovani e con i Giovani”

Un “Codice di Autoregolamentazione dello Sport – Per i Giovani e con i Giovani” affinché lo sport si identifichi nei valori della lealtà, correttezza, onestà, dignità e rispetto dell’atleta e della persona. Uno strumento di prevenzione e salvaguardia della salute che affonda le radici nella professionalità e competenza degli operatori e nella pratica in totale sicurezza. Monica Rizzi (assessore Sport e Giovani di Regione Lombardia) aveva posto questa iniziativa tra le priorità del suo mandato e oggi questa mission a matrice etica è una tangibile realtà. Dalle “parole ai fatti” perché in Lombardia questi valori fondamentali siano ufficialmente scolpiti a chiare lettere in un “Codice Etico”, frutto di un sentito lavoro in sinergia con Antonio Marziale (presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori), co-ispiratore del documento condiviso da Pier Luigi Marzorati (presidente CONI – Comitato Lombardia) intervenuto alla presentazione e sottoscrizione in rappresentanza di Comitati Regionali delle Federazioni Sportive, Discipline Associate, Enti di Promozione e Associazioni Benemerite. Presente alla sottoscrizione anche Pierangelo Santelli (presidente Comitato Italiano Paralimpico Lombardia). Aderisce al codice anche Giuseppe Colosio (direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia). Questi in sintesi, i temi del “Codice Etico”, affrontati e condivisi dai relatori nel corso della conferenza stampa: CODICE Un Codice di autoregolamentazione che piace definire – Etico – perché parla di valori, concetti e regole legate al comportamento nell’ambito sportivo. Una dichiarazione di buoni intenti destinata agli operatori, a ragazzi, insegnati e genitori, in grado d’indicare direttive per tutti quelli che a vario titolo gravitano attorno al mondo sportivo dilettantistico. Un documento pensato e scritto anche per sottolineare i valori sociali, educativi e culturali dello sport, ossia le linee guida fondamentali di rispetto e correttezza da applicare alle pratiche sportive. REGOLE Viviamo in un mondo in cui la mancanza di regole è uno dei problemi fondamentali. Ma i nostri ragazzi invece chiedono a gran voce queste regole. Con questo Codice l’obiettivo è divulgare un importante atto per dare loro un concreto aiuto in tal senso. Questo è l’unico e fondamentale scopo. Disciplina, rispetto, amicizia, lealtà, volontà e competizione sono alcuni dei valori che lo sport, oggi frainteso come mezzo di facile successo e arricchimento economico anziché stile di vita positivo, è in grado di insegnare a chi inizia fin da giovanissimo a praticarlo. Piccole regole che anche nella vita aiutano a vivere e a far vivere meglio. DIRITTI La prima parte del Codice è dedicata ai diritti dei giovani. Tra questi, il diritto fondamentale è quello di fare sport in maniera assolutamente libera oltre che in un ambiente sano e in assoluta sicurezza per partecipare a competizioni adatte all’età e sviluppare il proprio potenziale nel pieno rispetto dei tempi di maturazione personale. Ogni forma di doping e di alterazione dei risultati è naturalmente bandita e condannata “senza appello”. RESPONSABILITÀ La seconda parte del Codice illustra invece le responsabilità dei genitori e degli accompagnatori che devono evitare ogni forma di pressione indebita, dando allo sport la sua giusta dimensione. I genitori, cui è demandato l’importante e delicato ruolo di avvicinare i propri figli allo sport in modo equilibrato in base alle esigenze, capacità ed età dei ragazzi, evitando ogni forma di pressione psicologica e aiutandoli a crescere e a maturare pur riconoscendo i propri limiti. Sono i genitori a trasmettere per primi i valori della solidarietà e della partecipazione; sempre loro quelli che hanno il compito di trasmettere ai figli quanto – vittorie e sconfitte – siano un concetto parimenti importante da spiegare e comunque legati a doppio filo con il fair-play. Nello sport si vince ma si può anche perdere e mai la sconfitta deve essere intesa come umiliazione sul campo e soprattutto nella vita, bensì essere interpretata come sprone a far meglio, a sacrificarsi ancora di più per raggiungere i migliori risultati possibili. Anche i professionisti devono essere competenti non solo dal punto di vista tecnico ma anche psicologico quando c’è da valorizzare principi etici e relazionali. Infine, sono coinvolti i ragazzi che devono impegnarsi a tenere un comportamento esemplare, rifiutando ogni forma di violenza, altresì rispettando i valori dello sport. Non meno importante il ruolo degli allenatori che per primi, con il loro esempio, devono trasmettere ai ragazzi lo spirito dell’agonismo, dell’impegno, della coesione di gruppo, della lealtà e dell’integrità morale. Un importante esempio di correttezza sportiva e non violenza, deve essere invece trasmessa dagli “ambasciatori” dello sport, ossia dagli atleti professionisti, esempi e modelli positivi da imitare soprattutto per tutti quelli che decidono di accostarsi allo sport a livello agonistico. PRESENTAZIONE E MONITORAGGIO Dal 2012, l’assessore Monica Rizzi darà il via a una serie d’incontri in ogni provincia della Lombardia e lo farà a stretto contatto con i ragazzi e il loro territorio proprio per illustrare loro i contenuti del Codice, altresì per raccogliere idee, suggerimenti, pareri e proposte. “Si tratta – ha spiegato l’assessore – di un documento giovane e dinamico per eccellenza che già nel sottotitolo identifica il suo target e per questo aperto a ogni possibile rafforzamento o miglioramento. Per questo motivo, si darà il via a un successivo monitoraggio per capire come il documento sarà recepito e applicato anche in previsione di un possibile riconoscimento a quelle società sportive che in maniera mirata e puntuale ne applicheranno i contenuti. Un grande aiuto in tal senso dovrà provenire dai co-firmatari il Codice, affinché attraverso i propri canali d’informazione e comunicazione, soprattutto on-line, diano ancor più risalto e slancio a questo documento appositamente concepito per il web, strumento di informazione che ben si presta all’interazione con i giovanissimi”. Accettare le regole e la disciplina dello sport significa accettare le regole e la disciplina della quotidianità: a scuola, in famiglia, sul posto di lavoro. Ecco allora che il Codice “Etico” assume la forma di uno strumento ausiliario volto a educare giovani generazioni di atleti ma anche a sostenere le agenzie di educazione nel loro arduo compito.

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