Quando a tradire la tutela dei minori è una donna

É sottosegretario di Stato alla Parità uomo-donna, Marlène Schiappa, la più giovane componente del governo francese. In un anno, la 35enne di origini corse e italiane, da parte della madre, è assurta ad un ruolo politico di primo piano, in questi giorni al centro dell’attenzione perché fautrice di un progetto di legge in Assemblea nazionale contro le violenze sessuali, che prevede tra l’altro multe per chi molesta verbalmente per strada. E sin qui, mi sembra giusto.

Ma, nel progetto c’è un articolo, il numero 2, che punta a stabilire in Francia un’«età del consenso», secondo il quale è lecita una relazione sessuale tra un o una maggiorenne e una persona minore, se quest’ultima ha almeno 15 anni. In Italia, addirittura, è più bassa: 14 anni.

Prestate attenzione: se il minore non ha ancora 15 anni, il maggiorenne viene accusato di «violazione», ma non di «violenza sessuale», che scatta qualora il minore si ritrovi in stato di vulnerabilità. Non sono vulnerabili tutti i minori? Secondo la Schiappa, no. Sostanzialmente, l’accusa di stupro non scatta automaticamente.

Fabien Di Filippo, parlamentare dei Républicains, che nel suo intervento è arrivato a evocare la vita personale della segretaria di Stato, ha dichiarato in Assemblea: «Lei vuole porre la sua concezione libertaria dei rapporti sessuali, compresi quelli tra persone di maggiore e minore età, davanti alla protezione dei nostri bambini». Marlène Schiappa ha replicato sostenendo di essere stata oltraggiata, ha bollato il parlamentare di «volgare misoginia» ed «ignoranza profonda sulla libertà delle donne».

Di Filippo alludeva  ai romanzi erotici che la signora riformatrice avrebbe scritto sotto pseudonimo o alla sua interpretazione dei «monologhi della vagina», circostanze che in passato hanno già provocato commenti sessisti.

Alla ripresa dei lavori l’articolo 2 è stato adottato, 81 voti contro 68.

Alla fine, dopo un dibattito durato mesi, non e’ stata inserita la norma che prevedeva il reato automatico di “stupro” per qualsiasi rapporto completo con un minore di 15 anni. Di fatto, non viene introdotta un’eta’ minima per il consenso ad un rapporto sessuale. 

La tutela dei minori sconfitta da una romanziera erotica, stando alle dichiarazioni del parlamentare repubblicano, e partigiana femminista che individua “stupro” la violenza sulle donne e “violazione” quella sui bambini, con conseguente mitigazione delle pene.

Siamo alla soglia della legalizzazione della pedofilia? I segnali ci sono tutti!

Antonio Marziale

(Sociologo, Presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria)