Sesso con minorenni, Italia e Francia unite nella vergogna

L’età del consenso sessuale è 15 anni. Così, dopo lungo dibattito, la Francia ha deciso. L’età minima per avere un rapporto sessuale consenziente è stata fissata a 15 anni: ad annunciarlo, è stata la segretaria di Stato all’Eguaglianza, Marle Schiappa. «Dopo le consultazioni cittadine nel quadro del Tour de France dell’Eguaglianza e le conclusioni del rapporto di esperti consegnato al primo ministro, il governo ha deciso di fissare l’età a 15 anni», ha affermato la ministra. In Italia, più vergognosamente, l’età del consenso esiste già ed è stata fissata per legge a 14 anni (ma può salire o scendere a seconda dei casi, anche per l’età del partner). In Francia invece la norma non c’è ancora e l’amministrazione di Emmanuel Macron voleva provvedere. Oltralpe, il dibattito è stato rilanciato, tra l’altro, da un processo attualmente in corso al Tribunale di Pontoise, alle porte di Parigi, dove un uomo di 29 anni era finito alla sbarra per «oltraggio sessuale» su una bimba di 11 anni. L’attuale normativa francese vieta relazioni sessuali con minori di 15 anni ma non fa menzione dell’età minima per il consenso. Senza violenza, obbligo, minaccia o sorpresa, fare sesso con un minore di 15 anni, anche se l’accusato è maggiorenne, non può dunque considerarsi stupro ma appunto «oltraggio sessuale». Eppure Francia e Italia hanno firmato la Convenzione internazionale Onu sui diritti dell’Infanzia, che prevede sia 18 anni la soglia di passaggio tra adolescenza e (presunta) maturità. Siamo innanzi al furto di anni preziosi di adolescenza, ad una “adultizzazione per legge” che non può essere fatto passare in sordina, siamo davanti ad una vergogna che induce alla pedofilia.