Con quali occhi gli orchi guardano i propri figli ?

Mi sono sempre chiesto con quali occhi guardano i propri figli quegli orchi che fanno sesso con i tredicenni, quattordicenni o, comunque, adolescenti. Mi sono sempre chiesto come facciano a dare il bacino della buonanotte ai loro bambini e a condividere il talamo nuziale con le proprie mogli dopo avere comprato l’innocenza per strada. Un’innocenza che si vende per bisogno, o anche solo per devianza finalizzata all’acquisto di cose futili, come potrebbe essere una scheda telefonica o un paio di scarpe.

E le mogli che potrebbero sapere, con quale stomaco condividono la vita con soggetti del genere? No, non è un errore come un altro. Nemmeno Gesù Cristo, che pure ha avuto parole di misericordia per quelli che lo stavano crocifiggendo, ha avuto parole di perdono per gli orchi: “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Dal Vangelo secondo Matteo).

Il sesso rubato ai bambini non è un reato qualsiasi, è un crimine contro l’umanità debole e indifesa e chi lo perpetua può sfuggire alle maglie della legge, ma non alla propria coscienza, il cui risveglio, anche solo per un secondo, determina un giudizio senza appello. Violare un bambino equivale ad ucciderlo dentro, per sempre. La vergogna non può bastare… 

Antonio Marziale