Grande Fratello, il Garante Marziale scrive a Confalonieri: “Basta remare contro bisogni educativi del Paese”

Alla pregiata attenzione del

Dott. Fedele Confalonieri

Presidente di Mediaset

Gentile Presidente Fedele Confalonieri,

il dibattito sull’influenza che i mass media esercitano sulle masse in età evolutiva, uscito definitivamente dalla filosofia e dalla mera critica fine a se stessa, si è collocato nell’ambito delle scienze sociali, psicologiche e cliniche, che all’unisono confermano come e quanto la televisione (e non solo) incida sulla formazione psicosociale dei bambini e degli adolescenti.

L’inconfutabile dato scientifico coincide con una contemporaneità storica contrassegnata da violenze verbali, psicologiche e fisiche che responsabilizzano tutti ad assumere atteggiamenti consoni ai canoni della buona educazione civica, per aiutare i più piccoli a comprendere che un mondo diverso è possibile. Nessuno può chiamarsi fuori da questa responsabilità!

Mediaset ha siglato deliberatamente ed in piena consapevolezza, nel 2002, il Codice di autoregolamentazione Tv e Minori, voluto dall’allora ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri, in seguito recepito dalla Legge per il riordino dell’assetto radiotelevisivo (Legge Gasparri) assumendo, pertanto, valore di riferimento legislativo, in sostanza è divenuto Legge tutt’ora in vigore. Ricorderà i colloqui fra me e Lei a ridosso del varo del Codice, alla cui stesura ho lavorato nel tavolo ministeriale, e certamente non avrà dimenticato che, insieme, convenimmo sulla necessità di offrire contenitori di qualità volti ad intrattenere minorenni che non godono di un filtro genitoriale adeguato, della cura del tempo libero da parte di adulti di riferimento. Nessun intento censorio, dunque, ma un patto d’intesa a vantaggio dei più piccoli.

Suppongo nulla sia cambiato nella Sua visione, ma la qualità di alcuni prodotti Mediaset ha raggiunto livelli bassissimi e diametralmente opposti ai canoni della tutela dei Minori: su tutti il Grande Fratello. Negli anni abbiamo avuto bestemmiatori seriali, consumo di birra nel mentre il Governo del Paese promuoveva con spot televisivi (anche su Mediaset) campagne contro l’alcolismo che determina le famigerate morti del sabato sera post-discoteca e adesso violenza psicologica e verbale contro una donna, proprio quando la società è afflitta dalla piaga della violenza sulle donne. 

Non bastano i richiami di Barbara D’Urso, così come non bastano le espulsioni che finiscono per alimentare la curiosità, l’audience e lo share, facendo il gioco commerciale del sistema pubblicitario. Delle due l’una: o si tutelano i Minori e si contribuisce in maniera socialmente responsabile a sconfiggere l’emergenza educativa in corso, oppure si dica chiaramente che il denaro vale più dei bambini.

Rimarco che su ogni altro accorgimento, la tutela genitoriale è quella che maggiormente si auspica, ma siccome i bambini lasciati soli a gestire i mass media, senza alcun controllo degli adulti di prossimità sono inqualificabilmente tanti, allora è necessario responsabilizzarsi tutti insieme.

Mediaset è un patrimonio culturale ed economico del Paese e non può correre il rischio di essere avvertita come “nemica” dei bisogni delle famiglie, dei bambini di famiglie disagiate o addirittura assenti. Ciò che Le chiedo è un cambio di marcia, un segno concreto di attenzione nei confronti di una società globale bisognosa di essere sostenuta per affrancare i giovanissimi dalla fascinazione dell’ineducazione. 

Certo della Sua attenzione, mi è gradito porgerLe i miei più sinceri e cordiali saluti, con l’affetto e la stima di sempre.

Cav. Dott. Antonio Marziale (Presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria)