Le ragioni del bullismo dilagante? Colpa di genitori e docenti che hanno abdicato al ruolo per essere “i migliori amici”

Ricercare le fondamenta di un così dilagante bullismo non è poi così difficile, basta saper guardare alla realtà che consta:

  • di docenti che hanno sdoganato il “tu” e, per mostrare la loro integrazione alla post-modernità, hanno relegato il “lei” ai tempi antichi. Roba da vecchi, insomma. Ma dietro il “lei” si trincera la distanza che deve esserci tra docente e discenti, la linea di demarcazione che sola può ingenerare il rispetto dovuto al ruolo. Per non parlare di quei docenti – troppi! – che chattano a qualsiasi ora del giorno con gli alunni e non per temi scolastici;
  • di genitori convinti che qualcuno abbia detto la celeberrima frase: “per essere buoni genitori, occorre essere i migliori amici dei figli“. Nessuno l’ha mai pronunciata in letteratura, se non qualche insensato improvvisatosi filosofo della pedagogia ad personam.

I ragazzi hanno preso la mano agli adulti di riferimento soltanto perché questi ultimi hanno abdicato all’esercizio del proprio ruolo. Tutto qui… E la risoluzione? Beh, a dispetto di quanti la individuano in chissà quale anfratto del futuro, essa è radicata nel passato: i genitori e i docenti devono essere tali e farsi rispettare e riconoscere come tali, gli amici sono ben altra cosa.

Antonio Marziale (Sociologo, giornalista, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria