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A Hollywood soprattutto pedofilia, ma i bambini non sono importanti come le donne

A Hollywood molti parecchi produttori, talent scout e manager sono predatori sessuali di adolescenti maschi molto carini. E il più delle volte, la fanno franca. Ha esordito così, pensate nel 2014, Cinzia Romani per Il Giornale.

Ma le denunce sono molto più radicate nel tempo, esattamente nel 1959, quando nel libro Hollywood Babylon l’autore Kenneth Anger sentiva il bisogno di tracciare un’esegesi “infame” degli scandali, dei casi di cronaca nera e dei retroscena squallidi di Hollywood dagli esordi fino agli anni cinquanta. Ecco che il “sofà del produttore”, insieme a sesso e droga, diventa simbolo di un sottobosco di abusi che partono dalla misoginia e arrivano alla pedofilia, senza esclusione di colpi di scena.

La regista Amy Berg – Premio Oscar 2006 al miglior documentario – con Deliver Us from Evil, denunciò gli abusi sessuali nella Santa Romana Chiesa, focalizzando l’inchiesta sul prete cattolico Oliver O’Grady, che dal 1970 al 1990 abusò di numerosi bambini californiani, è tornata alla carica col documentario An Open Secret, che analizza certi casi di abusi sessuali ai danni di minori all’interno dell’industria cinematografica hollywoodiana. 

É lecito domandarsi: perché la violenza sulle donne ha un’eco così vasta, planetaria, e quella sui bambini e sugli adolescenti viene sistematicamente occultata dopo qualche fuoco di paglia? 

Il “partito dei pedofili” non è soltanto Olandese…

Antonio Marziale

Presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori

Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ella Regione Calabria