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Dimezzati in Calabria i fondi per gli studenti disabili

E per un pasto la Regione stanzia 18 centesimi a bambino. L’allarme del Garante dell’infanzia e le inchieste della Stampa

 

In Calabria sono stati più che dimezzati in sette anni i fondi per gli studenti disabili. E il Garante regionale per l’infanzia lancia un accorato appello al governo e al presidente della Repubblica. «In territorio di ‘ndrangheta aver ridotto ulteriormente gli stanziamenti per il diritto allo studio avrà conseguenze sociali molto gravi», denuncia Antonio Marziale alla Stampa che negli scorsi mesi aveva documentato in due inchieste lo stretto rapporto tra l’abbandono scolastico e l’aumento della povertà. Un’emergenza che riguarda soprattutto il Mezzogiorno e in particolare la Calabria.  

«C’è una legge regionale, la 27 del 1985 che tutela gli studenti più fragili, ma ormai questa norma è stata del tutto disattesa e svuotata di risorse», spiega il Garante dell’infanzia. I contributi destinati ai servizi per il diritto allo studio nelle cinque province e nei comuni calabresi hanno subito, infatti, un taglio drastico, precipitando dai 9.600.000 euro del 2010 ai 4.410.000 euro del 2017.  

«Ciò renderà ancora più allarmante una situazione già oggi insostenibile: riceviamo continue segnalazioni di studenti disabili cui l’assistenza dovuta viene di fatto negata – afferma Antonio Marziale -». Il drammatico ridimensionamento dei contributi deve, paradossalmente confrontarsi con l’aumento della disabilità, che riferita soltanto al “primo ciclo”, cioè quella da finanziarsi con la legge regionale, deve fare i conti con 734 bambini della provincia di Catanzaro, 1.793 di Cosenza, 372 di Crotone, 1.962 dell’aera metropolitana di Reggio Calabria e 390 di Vibo Valentia, per un totale di 5.251 bimbi disabili. Mentre quelli del “secondo ciclo” ammontano a 316 nella provincia di Catanzaro, 852 di Cosenza, 104 di Crotone, 721 dell’area metropolitana di Reggio Calabria e 169 di Vibo Valentia, per un totale di 2.162 adolescenti disabili.  

Oltre all’emergenza-disabilità, il taglio riguarda anche un altro diritto fondamentale dei bambini a scuola, quello relativo alla mensa. «Il rimborso a pasto per ogni bambino quotidianamente varia dai 18 centesimi ai 25 centesimi, neanche una caramella costa così poco – aggiunge Marziale -. Tra i servizi e gli interventi previsti dalla legge regionale del 1985 vi sono quelli destinati ai minori diversamente abili, diritti fondamentali e come tali inviolabili da parte del legislatore e degli amministratori pubblici, in quanto vi è un nucleo indefettibile di garanzie che devono essere agevolate senza condizioni».  

In particolare, «il diritto all’istruzione viene finanziariamente condizionato in contrasto con gli articoli 3, 34 e 38 della Costituzione Repubblicana Italiana e 24 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, tutti riferiti al diritto all’istruzione, cui l’Italia è tenuta ad uniformarsi».  

Per effetto dei tagli, secondo il Garante dell’infanzia, l’istruzione, intesa come diritto fondamentale per ogni bambino, abile o diversamente abile che sia, esce dalle priorità, dopo che anche il finanziamento statale dei libri di testo è sceso dai 6 milioni di euro circa per l’anno 2016 è passato ai 2milioni e mezzo di euro circa per l’anno 2017. «E’ chiaro, davanti ai dati, che esiste una forma di destabilizzazione dello stato sociale di diritto che finisce per penalizzare i più deboli, e sarebbe importante per chi ha funzioni di governo o legislative che prendessero contatto con il mio ufficio per constatare quanti genitori ed operatori scolastici ogni giorno bussano per rivendicare i diritti dei loro bambini», avverte Marziale. 

Giacomo Galeazzi

http://www.lastampa.it/2017/10/20/italia/cronache/dimezzati-in-calabria-i-fondi-per-gli-studenti-disabili-sk308m6tukWgL8czI5913I/pagina.html