Klaus Beier: “La pedofilia è un destino”. Il Garante Marziale replica alle farneticazioni del sessuologo tedesco

I pedofili non possono smettere di avere fantasie sessuali sui bambini semplicemente decidendo di non farlo: la pedofilia è un destino, non una scelta. Lo ha detto  il dottor Klaus Beier che, in Germania, dirige una clinica che prende in cura le persone sessualmente attratte dai bambini, l’Institute of Sexology and Sexual Medicine di Berlino. Le sue parole – riportate da Vanity Fair sul propio sito Internet, all’indirizzo https://www.vanityfair.it/news/storie/17/03/16/pedofilia-destino-non-scelta-pedofilo-virtuoso-storia – sono da considerarsi a dir poco stucchevoli: «La maggior parte delle persone pensa: Qual è il problema? Dovrebbero concentrarsi sulle donne. Pensano che sia una scelta. Ma è un destino. Un altro mito è che ogni persona incline alla pedofilia commetterà qualche reato».  Secondo il neo guru: «la pedofilia è un orientamento sessuale, come essere etero o gay» e «non è un disturbo psichico».

E qui casca l’asino: nel DSM-IV TR [manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali] la pedofilia era annoverata tra le parafilie, ossia un disturbo di natura psicopatologica a tutti gli effetti. Nel recente DSM-V la pedofilia da “disturbo psichiatrico” diventa “disordine” [pedophilic disorder], e sarebbe da considerarsi di natura patologica solo nel momento in cui si presenti con caratteristiche ego distoniche. Occorre prestare attenzione a questa formulazione, perché eliminare un disturbo dal DSM non significa autorizzarlo, bensì eliminare l’alibi del disturbo psicologico rispetto a quello che è invece un crimine a tutti gli effetti. Un comportamento può essere psicologicamente del tutto “normale” ma restare comunque un atto criminale. Se non fosse così si rischierebbe prima di giustificare come malattia ogni azione criminale e poi di conseguenza come criminali tutti i malati mentali.

Adesso arriva lui, Klaus Beier, a rinforzare la tendenza europea a normalizzare la pedofilia nella società, dopo la riuscita legittimazione del partito dei pedofili in Olanda, ritenuto dal Tribunale dell’Aja ammissibile alle elezioni «per non ledere il diritto alla libertà di espressione».

La pedofilia è il più turpe dei crimini contro l’umanità debole e indifesa e fa pensare l’inerzia delle istituzioni europee e il silenzio dell’ONU, che non hanno mosso un passo nella direzione di quei milioni di bambini e bambine violentati in tenera età, loro malgrado divenute oggetto di scambio pedopornografico per un giro d’affari stratosferico ed inqualificabile, miliardario. 

Antonio Marziale

Sociologo – Presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori – Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria