Canale 5, bacio lesbico alla tv dei ragazzi

MILANO – Il bacio è lungo, vero, appassionato e va in onda alle 15.30 su Canale 5. Ma non è routine, visto che il bacio se lo scambiano due donne. E lo fanno – lo hanno fatto ieri – dopo averci ragionato a lungo, dopo averne discusso, dopo essersi raccontate a vicenda i propri sogni e realtà. Una cosa seria, insomma. Ma che ora scatenerà un vespaio. E’ una fiction, si chiama Ally McBeal, come la protagonista, interpretata dall’ attrice Calista Flockhart. Va in onda a cadenze alterne da quasi un anno su Canale 5. Era partita in seconda serata, ma per tutta l’ estate Canale 5 l’ ha proposta nel primo pomeriggio, contrassegnandola con il bollino giallo. Nella scansione semaforica della rete, questo significa che il prodotto può essere visionato anche dai bambini – purché alla presenza di un adulto. In grado, in teoria, di spiegare il contesto e di controllarne l’ eventuale smarrimento. Ma nell’ ultima settimana, la trama del racconto di Ally ha preso una piega ardita. La ricerca del partner si è fatta incessante, il vero amore non arriva finché arriva invece, nella puntata di ieri, Ling Woo, strepitosa bellezza orientale che confida ad Ally di aver sognato di baciare una donna e senza alcun disgusto, anzi. A furia di parlarne per l’ intera puntata, alla fine arriva il bacio liberatorio tra le due. Bacio, appunto, lungo e appassionato. Pochi minuti dopo la messa in onda piombavano le reazioni indignate di due associazioni per la tutela dei minori. Il Moige, per esempio: «Sponsorizzare presso i bambini il comportamento omosessuale attraverso la tv è un gesto di violenza psichica ed emotiva meschino ed ingiustificabile». Per l’ Osservatorio sui diritti dei minori, faceva eco il presidente Antonio Marziale addentrandosi nei dettagli con prosa intensa: «L’ omosessualità è una condizione che va rispettata, ma ai bambini occorre far vedere, ai fini psicopedagogici, un maschio che si fa la barba e una femmina che si fa la ceretta, perché l’ educando possa discernere i rispettivi ruoli secondo natura. Il tema dell’ omosessualità – proseguiva Marziale – può essere gestito soltanto quando si hanno gli strumenti per comprenderlo appieno e i bambini certamente questi strumenti non ce li hanno». Marziale ha rivolto anche un appello deciso al presidente del Consiglio Berlusconi («Ha parlato di buona tv in campagna elettorale e adesso proprio una sua televisione manda in onda queste cose») e al presidente della Camera Casini che di recente si era espresso a favore di una tv senza sensazionalismi.

Antonio Dipollina

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