Tutti contro il monello Usa, ma la Rai tiene duro e contratta

SANREMO – Eminem sì, Eminem no. Quando alle 20.30 viene consegnata in sala stampa la traduzione “ufficiale” dei testi che il rapper sta per cantare, con tanto di firma autografa del manager e dello stesso rapper, evento davvero unico nel suo genere, si capisce che il livello di tensione dietro le quinte del Teatro Ariston deve essere stato alto per tutto il giorno e che la trattativa tra la Rai e lo staff di Eminem deve essere andata avanti trattando parola per parola. Del resto che altro avrebbe dovuto fare la Rai dopo che persino il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha messo in guardia tutti, come ha fatto l’ altroieri al Quirinale, durante una cerimonia dedicata ai benemeriti della cultura e dell’ arte, da «quella esaltazione della violenza, anche estrema, che può provocare danni gravi alla formazione dei giovani»? Ieri il consigliere d’ amministrazione della Rai Giampiero Gamaleri, ha scritto ufficialmente al presidente Zaccaria: «Caro presidente, ti invito nel modo più accurato e pressante a riconsiderare la tua posizione e a predisporre ogni atto per sospendere l’ esibizione di Eminem alla serata del festival di questa sera per il rispetto dovuto allo smarrimento e al dolore che in questi giorni, anzi in queste ore, attraversa tutta la nazione, famiglia per famiglia». «Il presidente della Rai non ha questi poteri di veto», ha detto Zaccaria, «E’ vero che ci sono casi estremi che potrebbero configurare delle ipotesi di reato, in questi casi si potrebbe anche pensare ad un intervento straordinario. Ma dopo quanto detto ieri dalla Procura mi pare che questa eventualità sia scongiurata». Richiesta rispedita al mittente, dunque, come tutte le altre giunte sui tavoli della Rai in queste ore, che ha continuato puntando tutto proprio sull’ accordo con il rapper e il controllo diretto di Raffaella Carrà, coadiuvata da una traduttrice simultanea esperta di slang per essere pronta ad intervenire, come ha suggerito il direttore di RaiUno, Maurizio Beretta: «Fino all’ ultimo momento ogni scelta è modificabile, ma il rapper si dovrà attenere al testo consegnatoci». Anche il Vicepresidente della Commissione di Vigilanza della Rai, Massimo Baldini, ha espresso al presidente Zaccaria i suoi dubbi sul’ esibizione di Eminem. «per evitare la diffusione di eventuali messaggi diseducativi e offensivi». C’ è anche chi ha minacciato di non pagare più il canone. Lo ha detto Luciano Paolucci, padre di una delle vittime del “mostro di Foligno”, oggi impegnato per la tutela dell’ infanzia. Titti De Simone, leader di ArciLesbica, ha invece annunciato uno “sciopero” della televisione, in caso di offese contro gli omosessuali e ha aggiunto che avrebbe desiderato un messaggio di sostegno dalla Carrà. A chiamare in causa il Vaticano è invece Antonio Marziale, coordinatore dell’ Osservatorio sui diritti dei minori, chiedendo che le autorità vaticane sospendano l’ accordo con la Rai per la trasmissione della Messa domenicale. Non è mancata anche la presenza a Sanremo dell’ Arcigay, che ha organizzato un sit in davanti al Teatro Ariston per protestare contro la presenza di Eminem, ma anche per chiedere “par condicio” ed essere invitato al Dopofestival, cosa che Enrico Papi ha fatto. Da Michele Vietti, consigliere laico del Csm, invece è arrivato un ironico commento all’ iniziativa della Procura di Sanremo: «Dopo la corruzione ambientale, la prostituzione, la pedofilia, ora anche la corruzione musicale finisce al vaglio dei pm. Forse la spiegazione sta nella mancanza di cose più serie di cui occuparsi in quell’ ufficio».

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