Fa la pipì in classe sospeso cinque giorni

VENTIMIGLIA – Scuole medie di Roverino, classe seconda, ora di tecnica. Sono le dieci del mattino e sta per suonare la campanella di cambio dell’ora. Un ragazzino di tredici anni alza la mano e chiede di andare al bagno. Ma l’insegnante non lo fa uscire. E lui, tra l’ilarità e lo stupore della classe, si avvicina all’angolo dove c’è il cestino per la carta, volta le spalle ai compagni e urina nel cestino. Suona la campanella, la professoressa va dal preside e scatta la punizione: sospeso dalle lezioni per cinque giorni. E’ stato commesso un “atto grave”, ha commentato il preside.

E’ accaduto ieri mattina. Ma oggi, dopo un pomeriggio forse passato a indagare sull’accaduto, i genitori del ragazzo sono passati al contrattacco. La mamma è andata stamattina a scuola a ritirare la lettera di sospensione e ha annunciato che ritirerà il ragazzo dalla scuola. Secondo Maria, la mamma, sarebbe stata la professoressa a “istigare” il figlio a compiere quel gesto, dicendogli: “Attendi il termine della lezione e se ne hai proprio bisogno falla nel cestino”.

“E’ stata lei a istigarlo, lui voleva soltanto assentarsi un attimo, per un puro bisogno fisiologico, ma visto che mio figlio non lo possono sopportare, glielo hanno impedito”, ha detto, aggiungendo: “Quegli insegnanti dovrebbero cambiare mestiere”. Un’accusa a cui ha replicato la professoressa Giuseppina Lanfredi a nome del preside Roberto Corsaro: “L’insegnante non ha fatto altro che applicare il regolamento scolastico. Il ragazzo non aveva esibito alcun certificato medico e, di conseguenza, non si poteva agire in altro modo. Il regolamento della scuola vieta che gli allievi si aggirino per l’istituto se non previamente autorizzati”.

“Dovrebbe essere l’insegnante a essere allontanata definitivamente dalle sue funzioni di educatrice”, ha commentato Antonio Marziale, coordinatore dell’Osservatorio sui diritti dei minori. “Dalla scuola arrivano gli esempi più tangibili di disaffezione verso i ragazzi”, ha detto Marziale, “un bisogno fisiologico non può e non deve essere interpretato come un segno di scorrettezza e diseducazione da parte del ragazzo”.

La sospensione dunque fa discutere. Anche perché già nel novembre scorso il ragazzo era già stato sospeso per un giorno perchè avrebbe domandato alla professoressa di religione di assentarsi dall’aula per andare in biblioteca a consultare alcuni testi su come vengono realizzate le bombe atomiche. “L’insegnante ha detto che mio figlio era un terrorista e che voleva costruire una bomba atomica in casa”, ha raccontato la madre. Secondo lei il ragazzo “voleva soltanto ampliare le sue conoscenze”.

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