Lotta alla mafia: di che stiamo parlando?

Tutto è importante nella lotta alla mafia: le marce, i convegni, le cerimonie commemorative. Niente è da sottovalutare. Ma, per essere concreti, niente è più importante della libertà dell’individuo, del soggetto soprattutto in divenire, ossia del minorenne.

E cosa rende libere, davvero, le persone? Il lavoro! La prospettiva di poter realizzare una vita “normale” potendosi sposare, procreare, garantire al proprio nucleo familiare il minimo indispensabile.

Tutto ciò è possibile? No! 

C’è un aneddoto che mi ha colpito quando, da adolescente, ho letto la vita di San Vincenzo de Paoli, il Santo della Carità, che trovandosi a passare lungo una via s’imbattè in un confratello, disperato perché un povero viandante continuava a bestemmiare nel mentre lui gli parlava di Dio. “Hai provato a dargli un tozzo di pane prima di parlargli di Dio?”: chiese Don Vincenzo all’altro sacerdote. “No”: rispose il religioso. “Allora è inutile che gli parli di Dio”: chiosò il Santo.

Avete provato a dare lavoro alla gente prima di parlare di legalità e lotta alla mafia? No! E, allora, di cosa stiamo parlando?

Antonio Marziale

Sociologo – Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria