Visite psicologiche per i docenti: il testo integrale della richiesta del Garante Marziale al MIUR

A fronte dell’ennesimo episodio di cronaca relativo a “maltrattamenti di minori” da parte dei docenti, si ritiene necessario che siano adottati adeguati interventi, tempestivi ed efficaci, al fine di arginare un fenomeno che è divenuto intollerabile per la coscienza sociale e che ha come protagonisti “vittime” i minori alunni.

Si premette che quello dell’insegnante è un lavoro di relazione con il prossimo tra i più delicati in assoluto, in quanto diretto ad un’utenza particolare (bambini e adolescenti) con la quale si instaura un rapporto unico nel suo genere, perché “continuato” per più ore al giorno, tutti i giorni, per nove mesi consecutivi e per cicli di 3 o 5 anni.

A tal proposito, recenti studi hanno confermato che la categoria degli insegnanti è sottoposta a numerosi stress, causati da una molteplicità di fattori quali: la peculiarità della professione, la società globalizzata, il continuo evolversi della percezione dei valori sociali, l’evoluzione delle tecniche di comunicazione, il susseguirsi continuo di riforme, ecc.

È senza dubbio una professione caratterizzata da un’usura psicofisica importante che, proprio in ambito psichiatrico, vede le sue maggiori conseguenze, quasi a confermarne il carattere di “usura psicofisica”, di tipo “professionale”, le cui conseguenze non sono dovute al tipo di sistema scolastico adottato, quanto alla professione medesima che è di per sé oltremodo logorante.

Dal punto di vista normativo, si ricorda che sul fronte della prevenzione della salute psicofisica degli insegnanti (e contestualmente della tutela dell’utenza), le scuole possono prevedere e attuare il “Piano di prevenzione dello Stress Lavoro correlato” (SLC) per i docenti.

La valutazione dei rischi SLC è obbligatoria anche per le scuole, così come è obbligatorio, nei casi in cui appare necessario, adottare specifiche ed adeguate misure di prevenzione, mediante azioni che possono migliorare l’organizzazione del lavoro e che fanno riferimento principalmente al ruolo del dirigente scolastico (D. lgs. 81/2008, art. 28).

Quando il processo di valutazione del rischio rilevi la presenza di un problema di “stress lavoro correlato”, devono essere adottate idonee misure per prevenirlo, eliminarlo e ridurlo. L’ordine in cui vengono elencate le azioni da intraprendere (prevenire, eliminare, ridurre) evidenzia la priorità delle misure di prevenzione rispetto alla eliminazione del rischio e, ove ciò non è possibile, alla sua riduzione.

Tra le misure di prevenzione da adottare, mi preme accennare che la figura dello psicologo è quella maggiormente accreditata per potersi occupare del rischio psicosociale, in quanto adeguatamente formato per fare un’idonea valutazione e un intervento appropriato in tale contesto.

Lo psicologo che opera all’interno dell’organizzazione lavorativa della scuola possiede, dunque, le competenze per analizzare tutti gli aspetti dell’organizzazione, considerando l’individuo al centro di tale valutazione.

Il fenomeno dello “stress” nella vita lavorativa, in generale, delle persone e, nello specifico, per i docenti è un qualcosa di altamente soggettivo e “psicologico”, che può portare a serie conseguenze alla persona e all’ambiente scolastico per cui lavora. Così come, altrettanto altamente “psicologico” è l’ambiente lavorativo scuola, perché vengono messe in gioco molte componenti personali dell’insegnante a partire dall’emotività all’interno di una classe. L’importanza psicologica dell’insegnante per l’alunno è fondamentale, in quanto anche l’apprendimento dipende dall’insegnante e dal clima all’interno della classe.

In tali termini, lo psicologo è la professione per eccellenza capace di avere questa visione olistica e diventa uno strumento fondamentale per l’analisi delle criticità e per l’intervento o la prevenzione su di esse. Il compito dello psicologo, infatti, è quello di aiutare a lavorare su ogni tipo di disagio, a trasformarlo in consapevolezza e a trovare la forza di andare oltre, senza dover ricorrere alla violenza, fisica o psicologica sugli alunni minori.

Di estrema importanza, è inoltre il compito del dirigente scolastico (datore di lavoro), che deve consentire lo svolgimento dell’attività lavorativa nelle migliori condizioni possibili, sia per quanto riguarda le caratteristiche del lavoro (carico di lavoro, scadenze pressanti, conflitti ed ambiguità di ruolo, ecc.) sia in relazione alle caratteristiche organizzative (distribuzione degli spazi, regolamenti operativi), dovendo prestare particolare attenzione alle dinamiche relazionali, che in alcuni casi possono essere origine di stress sia nel rapporto fra colleghi, che con allievi e genitori.

Alla luce di quanto sopra, è necessario che il Ministero dell’Istruzione prenda seriamente in considerazione la necessità di adottare adeguate misure dirette a rafforzare la prevenzione e repressione di un fenomeno intollerabile, qual è quello dei maltrattamenti fisici e psicologici di minori a scuola, non circoscritto ai casi riportati nella cronaca.

Inoltre, il Governo, al fine di tutelare la salute dei docenti nell’interesse dei lavoratori e dell’utenza (bambini e adolescenti), così come richiesto più volte, dovrebbe attuare politiche volte:

  1. a finanziare nella scuola la prevenzione dello Stress Lavoro Correlato (previsto dall’art. 27 del D. Lgs. 81/08 sulla tutela della salute dei Lavoratori),
  2. ad effettuare apposite ricerche epidemologiche nazionali per comprendere l’entità del fenomeno coinvolgendo le Commissioni mediche di Verifica;
  3. ad informare i docenti sui rischi psichiatrici della propria professione;
  4. a formare i dirigenti scolastici (datori di lavoro) sui loro compiti in tema di prevenzione.

In conclusione, si chiede, pertanto, che venga attuato e reso obbligatorio un “Piano di prevenzione” attraverso la previsione obbligatoria di visite periodiche (almeno una volta l’anno e ogni qual volta se ne ravvisi la necessità) da parte di uno psicologo per i docenti, visite finalizzate ad assicurare le condizioni di benessere psicologico, a ripristinare l’equilibrio mentale necessario a tutti, tanto più ad un insegnante, al fine di prevenire ogni forma di azione lesiva della salute psico-fisica degli alunni.

Cav. Dott. Antonio Marziale

Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria