RC, adolescente con tubercolosi ricoverato in pediatria insieme ad altri bimbi. Blitz del Garante Marziale e denuncia alla Procura della Repubblica

In seguito a segnalazioni, che lo hanno raggiunto stamane, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, si è prontamente recato presso il reparto pediatria degli ospedali Riuniti di Reggio Calabria, riscontrando personalmente che: “Da ben quattro giorni è ricoverato un adolescente, affetto da tubercolosi attiva, come espressamente dettomi dal primario Demetrio Costantino – afferma Marziale – alla presenza di personale medico e paramedico, aggiungendo che il Quantiferon test è risultato positivo e che al giovanissimo deve essere finanche praticato un drenaggio perché ha un imponente versamento pleurico”.

“Alla mia richiesta del perché il bambino non fosse in reparto malattie infettive, il primario – specifica il Garante – mi ha riferito che sia il pronto soccorso che il reparto di infettivologia gli hanno detto che, questo ed altri casi, non possono accoglierli”.

“Sono stato raggiunto dalla direttrice sanitaria, Italia Rosa Albanese, che si è detta contrariata del fatto che nessuno si sia premurato di denunciare la presenza del degente in direzione – continua Marziale – e la stessa mi ha accompagnato nel reparto di infettivologia, dove il personale medico si è detto allibito perché mai un bambino da isolare è stato respinto”.

Per Marziale: “Non interessa a nessuno lo scarico di responsabilità cui stamane ho assistito, a me preme che al ragazzo vengano prestate le cure dovute senza mettere a repentaglio la salute degli altri piccoli degenti, del personale medico e sanitario e dei visitatori. Tenendo altresì presente che non è la prima volta che un episodio del genere si verifica nello stesso reparto, perché già l’estate scorsa, un caso anche più grave dell’odierno, mi è stato denunciato e alla mia richiesta di spiegazioni il primario Costantino ha risposto piuttosto piccato. Stavolta vado oltre e annuncio una immediata denuncia alla Procura della Repubblica”.