Magistratura e Polizia: “No a foto di bimbi sul web”. È battaglia contro l’ostinata vanità di troppe mamme

di Antonio Marziale

La pubblicazione di foto dei bambini su Facebook, o su Internet in generale, è pericolosa. Valentina Sellaroli, pm presso il Tribunale per i minorenni di Torino, lo ha spiegato senza perifrasi: “Pubblicare su Internet la foto dei propri bambini è di per sé un atto che potenzialmente può raggiungere un numero di persone, conosciute e non, indiscutibilmente più ampio che non il semplice gesto di mettere la foto dei propri figli in mostra sulla propria scrivania. Significa, cioè, esporli realisticamente ad un numero esponenzialmente maggiore di persone che possono anche non avere buone intenzioni e magari interessarsi a loro in maniera poco ortodossa. Non è così frequente ma neppure irrealistico il rischio che persone di questo genere (genericamente pedofili o persone comunque interessate in modi non del tutto lecite ai bambini) possano avvicinarsi ai nostri bambini dopo averli magari visti più volte in foto online“.

Il magistrato ha evidenziato anche una seconda preoccupazione, che nasce da condotte criminose, nello specifico: “Quelle di soggetti che taggano le foto di bambini online e, con procedimenti di fotomontaggio più o meno avanzati, ne traggono materiale pedopornografico di vario genere, da smerciare e far circolare tra gli appassionati. Questo genere di condotta non è affatto così infrequente nella realtà, specie se parliamo non di singoli “appassionati” del genere ma di circoli e giri di pedopornografici che producono immagini di questo tipo per uno scopo di lucro o comunque per un interesse personale di scambio su larga scala. Si pensi infatti al valore aggiunto che hanno immagini moltiplicate più e più volte a partire dagli stessi bambini reali (e dunque senza troppi rischi materiali) ma giungendo ad ottenere un numero assai significativo di immagini pedopornografiche che sembrano nuove e dunque più appetibili“.

Alle preoccupazioni del pm Sellaroli si è aggiunta la Polizia delle Comunicazioni, con un post sui social network: “Mamme. Tornate in voi. Se i vostri figli sono la cosa più cara al mondo, non divulgate le loro foto in Internet. O quanto meno, abbiate un minimo di rispetto per il loro diritto di scegliere, quando saranno maggiorenni, quale parte della propria vita privata condividere. Se questo non vi basta, considerate che oltre la metà delle foto contenute nei siti pedopornografici provengono dalle foto condivise da voi”. Il post degli inquirenti ha sollevato un’ondata di polemiche, alle quali la Polizia ha risposto così: “Ci dispiace constatare che qualcuno non ha capito il senso di questo post. Noi ci limitiamo a darvi consigli, poi ognuno è libero di fare come vuole. La nostra casella messaggi è piena di richieste d’aiuto riguardo al furto di foto”.

Anche l’Osservatorio sui Diritti dei Minori, nel tempo, ha ripetutamente sollecitato i genitori a non pubblicare le foto dei bambini su Internet e la reazione è stata osteggiata con veemenza da madri che continuano imperterrite ad esporre le immagini dei propri piccoli agli occhi dei naviganti del web.

La soluzione arriva dalla Francia, dove la Legge sulla privacy prevede una multa fino a 45mila euro, oltre alla possibile reclusione, per chi divulga immagini di una persona in luogo privato, senza autorizzazione, fossero anche figli neonati. Laddove non arriva il buonsenso, giunga la deterrenza a salvaguardare i bambini.