“Genitori spazzaneve”: l’ansia che nega la vita ai figli

di Antonio Marziale

«Genitori spazzaneve» che «ripuliscono ogni cosa davanti ai loro figli in modo che nulla possa andare loro storto e possa minacciare la loro autostima»: è quanto ha detto Clarissa Farr, direttrice del collegio femminile di Saint Paul a Londra,  parlando di madri e padri vittime di «ansia frenetica che fa loro rifiutare l’idea che i propri pargoli possano arrivare secondi».

Bambini iperprotetti e incapaci di affrontare un fallimento, dunque, ma non solo in Inghilterra. I genitori italiani non scherzano al cospetto, per esempio, di insegnanti e presidi, dall’asilo alle superiori, per giustificare, minacciare, mentendo spudoratamente pur di proteggere i propri pargoli da eventuali provvedimenti. La scuola, d’altro canto, è il nemico per eccellenza, perchè giudica, misura i livelli di maturazione dei soggetti in età evolutiva.

La frenesia volta a prevenire ed evitare qualsiasi difficoltà ai figli ha assunto connotazioni patologiche. Genitori del tutto impreparati ad affrontare gli insuccessi dei figli, spaventati più dalla loro incapacità a gestire un fallimento dei ragazzi che dalla reazione di questi ultimi, convinti che la soluzione più facile sia spianare la strada. “Genitori bambini”, che non provano nemmeno ad insegnare ai ragazzi a confrontarsi con la realtà senza sostituirsi a loro. Genitori apprensivi, che ai figli trasmettono sensazioni di fragilità anziché essere punti di riferimento sicuri e forti.

A ció si aggiunga anche «l’ansia frenetica» di far primeggiare i figli ad ogni costo, a ricercare  il successo nei talk show dove i bambini vengono indotti a scimmiottare i grandi a beneficio dell’audience di Antonella Clerici e Gerry Scotti. O genitori che sugli spalti incitano i figli non già a divertirsi, ma a picchiare l’avversario, a dimostrare di essere secondi soltanto a Cristiano Ronaldo, a darsele di santa ragione per futili motivi.

Sono atteggiamenti che fanno molto male, che trasmettono aspettative e stereotipi nei bambini, portandoli a costruire un “se” falso, carico di miraggi il più delle volte destinati a rimanere tali.

Che fare? Uscire gradualmente dalla sfera di influenza dei figli, per lasciar posto alla loro vita, inclusiva inesorabilmente di fallimenti ed errori. Ma è vita!