Mamma e tre bimbi piccolissimi a Cosenza salvati da poliziotti con risorse personali. Il Garante: “Conferirò encomio agli agenti”

Una giovane donna senza casa che si riparava con due bambini e un neonato sotto i portici di via Pasubio a Cosenza ha trovato una sistemazione grazie all’intervento della Polizia di Stato. Dopo una segnalazione, gli agenti del Reparto Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine della Questura hanno accertato che la donna, abbandonata dal marito in Romania, era giunta in Italia con i suoi bambini di 3 e 2 anni e il neonato di 2 mesi, ospitata inizialmente da alcuni parenti che poi non hanno piu’ potuto provvedere al loro mantenimento. I poliziotti si sono attivati per cercare una nuova sistemazione per la donna e suoi bambini ed evitare, cosi’ che trascorressero un’altra notte all’aperto. Dopo numerosi tentativi a vuoto, il questore, Luigi Liguori, ha deciso di far alloggiare la famiglia, a proprie spese, in un albergo del centro cittadino. L’indomani e’ stata infine trovato asilo per la famiglia presso un istituto religioso del capoluogo calabrese.

ENCOMIO DEL GARANTE – “Non è scontato che una pattuglia della Polizia di Stato, davanti ad una mamma con tre bambini piccolissimi, costretti a vivere sotto i portici della città, si offra di intervenire andando ben oltre il proprio dovere, attingendo a risorse economiche di tasca propria e indirizzando il loro futuro immediato verso una condizione di vita meno grama. Ecco perché ho deciso di conferire a questi agenti un encomio, che consegnerò il prossimo 30 settembre nel corso della mia visita istituzionale a Cosenza”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, nell’apprendere quanto accaduto nella città dei Bruzi.
Per Marziale: “Bisogna essere pronti a stigmatizzare quanti mancano di attenzione nei confronti dei bisogni elementari dei piccolini, ma altrettanto pronti quando c’è da riconoscere meriti e sensibilità che rendono onore al Corpo della Polizia di Stato, alle Istituzioni, alla società. Questi uomini – conclude il Garante – ci hanno fatto capire come le leggi si debbano piegare ai bisogni degli ultimi e non viceversa. A loro, al Corpo che rappresentano, il mio più sentito e sincero ringraziamento”.