Violenza del branco a Melito Porto Salvo. Il Garante Marziale: ”Il mio Ufficio si costituirà parte civile”

Marziale: ”Bene la costituzione di parte civile della Regione. Educare i minori a conoscere la propria sessualità”
5 settembre 2016
Filippo Diano
“E’ mia intenzione proporre la costituzione di parte civile dell’Ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza non solo per la vicenda di Melito Porto Salvo, ma per ogni episodio, da qui in avanti, che vedrà bambini violati e vittime di questi infamanti reati”.
Lo ha detto nel corso di una partecipata conferenza stampa tenutasi a Palazzo Campanella Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria.conf stampa Garante
“Voglio aggiunge di avere apprezzato gli atteggiamenti del Presidente della Regione Mario Oliverio, e del Presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, che con poche parole e serietà di comportamento hanno già prontamente annunciato che la Regione si costituirà parte civile. Voglio però anche rilevare – ha detto Antonio Marziale – che lo Stato, ancora una volta, si dimostra disattento, se non addirittura assente, perché mai come adesso si propone necessariamente a livello legislativo una discussione seria ed approfondita sulla necessità di innalzare la soglia di età per la perseguibilità di questi reati a maggiore tutela dei bambini e dei minori, mentre c’è chi addirittura, in Parlamento perora l’abbassamento dell’età per la patente e il porto d’armi. Intendimenti, questi, che danneggiano ulteriormente l’equilibrio dei minori anziché farli crescere responsabilmente. Ai genitori – ha proseguito Marziale – lancio un appello, e non per addossare loro colpe specifiche, ma per farli riflettere sul fatto che una figlia di 13 anni mai potrà avere la stessa autonomia di comportamento di una giovane ventenne. Per questo dico loro di stare più con gli occhi aperti e a non considerare i figli più adulti di quello che sono effettivamente”.
Antonio Marziale, continuando, ha riferito che “interesserò il ministro dell’Istruzione , a cui spedirò una copia di un’intervista ad una televisione, con riguardo alle dichiarazioni del preside della scuola di Melito Porto Salvo affinché ne valuti i contenuti e ne tragga le conseguenze. Ed aggiungo – ha evidenziato il Garante – che farò una battaglia di civiltà contro chi recalcitra nelle scuole contro i programmi di educazione sessuale, atteggiamento che definisco oscurantista e persino contrario allo sviluppo armonico e consapevole della persona, in questo caso i minori, che invece potrebbero già acquisire più consapevolezza e prepararli meglio a difendersi”.
Dopo avere ringraziato “il Procuratore della Repubblica, dottor Federico Cafiero de Raho, i carabinieri e tutte le forze dell’ordine per la continua ed instancabile attività a tutela dei minori”, Antonio Marziale ha ricordato che “tra gli indagati c’è il figlio di un esponente della criminalità. Ma dalle carte dell’inchiesta finora pubblicate su alcuni organi di stampa – ha proseguito – emerge anche il ruolo di un poliziotto. Un uomo in “divisa”, fratello di un altro indagato, a cui la ragazzina si sarebbe rivolta e con il quale, per sua stessa ammissione, ha consumato rapporti consenzienti. Se le cose stanno davvero per come sono state pubblicate – ha posto l’accento Marziale – la vicenda diventa ancora più inquietante e più raccapricciante. Inquietante perché una ‘divisa’ che si comporta così, seppure nonostante il consenso della bambina, interrompe e allarga negativamente la fiducia tra i cittadini e le ‘divise’ per cui la Polizia di Stato è chiamata a muoversi di conseguenza. Infine – ha concluso Antonio Marziale – stigmatizzo chi sta ancora tacendo e ricordo che per la tutela dei minori bisogna esprimersi e metterci la faccia”.

Alla conferenza stampa era presente il sindaco di Melito Porto Salvo Giuseppe Meduri.